Primo giorno di campo a Pentidattilo: lavoro, mare, incontro e serata in Paese. Ecco come si è svolto il primo giorno ad un campo di volontariato a Pentedattilo, Calabria. Un campo per adolescenti, adulti e “diversamente giovani”, all’insegna della legalità, della comunità e del divertimento.

E si finisce con la tarantella!

6 agosto 2018

Alessandro

La seconda giornata si è svolta all’insegna d’incontri e testimonianze forti e commoventi.

Il primo incontro è stato con il comandante dei carabinieri Sframeli, che ci ha illustrato come la ‘ndrangheta è passata dal farsi e fare giustizia seguendo il proprio codice d’onore alla ‘ndrangheta cosiddetta 4.0, che si insinua in qualunque strato della società al fine di avere l’egemonia sulle economie.

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Reggio Calabria nel negozio di Tiberio e Enza Bentivoglio, due coniugi che hanno avuto il coraggio e la forza di ribellarsi e denunciare chi voleva estorcere loro il pizzo. Una storia di resistenza e lotta iniziata nel ’92 con la prima denuncia e che continua da 26 anni. Una storia di dolore e disperazione, ma anche di speranza e solidarietà, in cui Tiberio e Enza sono stati sostenuti da Don Ciotti e dall’associazione Libera.

7 agosto 2018

Antonella

Dopo questa emozionante testimonianza ci siamo spostati in un altro luogo ricco e impregnato di speranza, una bottega di resistenza chiamata “Liberi per natura”.

 Un negozio dove è possibile trovare prodotti della filiera solidale ma soprattutto coltivati e elaborati da cooperative che producono nei terreni confiscati alla mafia.

Le botteghe resistenti lavorano e lottano per costruire filiere etiche, con prodotti di alta qualità e ponendo anche una grande attenzione al rispetto della natura.

 Dopo questa ventata di speranza ci siamo concessi una lunga e piacevole passeggiata sul kilometro più bello d’Italia prima di concludere la serata con il consumo di una pizza antindrangheta, in uno dei locali che fanno parte della rete Reggio libera Reggio.

7 agosto 2018

Antonella

Oggi ci siamo divisi in tre gruppi: alcuni si sono occupati della pulizia dell’ostello e della cucina mentre altri si sono impegnati nella lavorazione della terra di Villa Placanica (terreno confiscato alla mafia).

Nel pomeriggio abbiamo incontrato Beppe Angelone, fondatore del movimento antimafia Reggio non tace.

Beppe ci ha dato la definizione di cittadino attivo, ovvero colui che non si appiattisce, che ha voglia di informarsi e di interrogarsi ogni giorno su ciò che avviene nella società.

Poi ha proseguito parlando di accoglienza dei migranti e della posizione della politica che non sempre rispetta i codici della costituzione italiana.

Infine Beppe ci ha lasciato con una provocazione nei confronti degli adulti, che devono essere sempre un esempio da cui i giovani possono prendere spunto per operare bene e schierarsi dalla parte dei giusti.

8 agosto 2018

Giada

Dopo cena ci siamo riuniti con Davide, presidente dell’Arci Lecco, che ci ha spiegato come funziona il suo lavoro e le varie iniziative che sono state realizzate e che continuano ad esserci soprattutto nei confronti dei richiedenti asilo che provengono da varie zone dell’Africa.

Prima di fare questo discorso abbiamo formato gruppetti di 3 persone dove grazie ad un gioco siamo riusciti a conoscerci meglio.

Successivamente Davide ci ha spiegato che grazie a questa associazione queste persone vengono assistite in appartamenti della villa San Giovanni di Reggio Calabria con l’obiettivo di realizzare un giorno i loro desideri e aspettative, aiutate da operatori che lavorano in ambito sociale.

8 agosto 2018

Giada