Prima giornata un po’ rocambolesca… all’aeroporto di Firenze, stanchi morti per la levata mattutina passiamo i controlli lisci come l’olio, per poi scoprire che ci sarebbe stato un ritardo di “sole” sei ore sul volo. Affranti abbiamo mangiato e giocato a “dubito” (gioco di carte) per conoscerci e passare il tempo. Dopo un’interminabile attesa alle 16:30 siamo decollati e dopo un’ora di sonno siamo atterrati a Palermo. A concludere la giornata, una cena succulenta e una riunione per decidere le regole di convivenza dell’allegra brigata.

30 maggio 2018

Piero, Maria e Francesca

Oggi abbiamo fatto tappa al cimitero di Corleone, dove abbiamo visto le tombe di Placido Rizzotto e della famiglia Riina, che ci ha lasciato perplessi per la sua monumentalità e vicinanza a quella di Rizzotto. Nel pomeriggio siamo andati al Laboratorio della Legalità,dove Marilena Bagarella ci ha parlato dell’evoluzione del pensiero mafioso e del sentimento di giustizia sviluppatosi a Corleone. Nonostante la sua parentela con la mafia,il suo atteggiamento entusiasta e appassionato ci ha contagiati e fatto riflettere. Prendendo spunto dal suo coraggio e dalla sua dedizione, abbiamo capito che il seppur piccolo contributo di ognuno di noi è essenziale per non permettere il diffondersi di atteggiamenti mafiosi.

2 giugno 2018

Caterina e Sofia

Una giornata da turisti con destinazione Palermo! Questa mattina siamo stati in via D’Amelio, dove si trova l’ulivo commemorativo: una sensazione di vuoto e tristezza ci ha colpito già dal primo impatto. Anche noi abbiamo lasciato il nostro contributo, un cappellino della cooperativa con tutte le nostre firme. Poi siamo diventati turisti per un giorno: piatti tipici, giardini,piazze e chiese sono state le nostre mete. Prima di rientrare, come ultima tappa, ci siamo fermati a visitare la Reggia di Ferdinando IV, re Borbone.

3 giugno 2018

Cosimo, Lorenzo e Francesco

Oggi pomeriggio abbiamo visitato la Casa della Memoria a Cinisi, dove una ragazza che ci lavora ci ha raccontato la storia di Peppino Impastato, l’ambiente in cui è nato, la sua decisione di lottare contro la mafia e quindi contro il suo stesso padre, la radio fondata da lui e i suoi amici, le manifestazioni, il grande lavoro fatto dopo la sua morte da sua madre, che ha saputo trasformare il dolore in qualcosa di enorme importanza per tutti quelli che sono venuti dopo. Abbiamo capito che lui non sarà mai veramente morto finché il suo ricordo vivrà.

4 giugno 2018

Cecilia e Irene

Oggi ci siamo recati alla Piana degli Albanesi per la visita al memoriale di Portella della Ginestra, nota per la strage del 1 maggio del ‘47. Qui abbiamo incontrato uno dei superstiti, Serafino Petta, che ci ha raccontato quello che ha vissuto e, con grande commozione, ci ha ricordato i nomi delle vittime, in particolare quella dell’amico Serafino Lascari. Ciò che ci ha colpito maggiormente, oltre a ciò che il paesaggio ci comunicava, è stata la conclusione del suo racconto, in cui ci ha presentato le difficoltà dei ragazzi della nostra età a quel tempo e in quel luogo.

6 giugno 2018

Sara e Francesca